Roberto Poli

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Cervicalgia e Medicina Cinese Classica:

Il punto giusto sulla persona sbagliata non guarisce nessuno.

E la risultante? Sentirai dire anche io ho provato a ricevere con quella tecnica ma non ha funzionato .

E’ come dire anche io mi sono rivolto al meccanico mi ha cambiato la gomma e all’accensione l’ auto non partiva per cui la meccanica non funziona.

Quando qualcuno mi dice “ho la cervicale”, la prima cosa che faccio non è cercare il punto da stimolare.

La prima cosa che faccio è guardare la persona, perché la cervicalgia nella visione della Medicina Cinese Classica non è una diagnosi è un sintomo.

E un sintomo può avere origini completamente diverse a seconda di chi lo porta.

Chi è tesa, rigida, con difficoltà a “girare la testa” sulle proprie scelte, con tendenza al controllo e all’iper-responsabilità? Probabilmente parliamo di un eccesso o una stasi del Movimento Legno (Meridiani di Fegato e Vescicola Biliare) che presidiano la colonna cervicale, i tendini, la capacità di flettere senza spezzarsi.

Chi ha freddo alla nuca, rigidità mattutina, affaticamento cronico, lombalgia associata? Qui si apre uno scenario relativo al Movimento Acqua (Meridiano di Rene) che non nutre il midollo e la colonna, il Freddo che blocca la circolazione nei meridiani del Taiyang.

Chi ha tensioni legate a stress, colon irritabile, digestione difficile, pensieri circolari? Coinvolto anche il Movimento Fuoco, con il Meridiano del Triplice Riscaldatore, per cui entrano in gioco i meccanismi neurovegetativi e la cervicale diventa una finestra sul sistema nervoso autonomo, non solo un problema muscolare.

E poi c’è la dimensione strutturale: la kinesiologia applicata ci insegna che un muscolo che “cede” al test, non è necessariamente il muscolo da rinforzare, ma va cercata la catena, l’origine, il perché quel sistema neuromuscolare si è disorganizzato a livello strutturale, metabolico o psichico.

Un dato che in pochi conoscono è la dimensione visiva: un affaticamento dell’occhio sinistro, manda in ipertono lo sternocleidomastoideo destro e viceversa.

Questo significa che guardare a lungo lo schermo del telefono, non è solo un problema posturale, ma anche, e spesso un problema visivo.

La catena oculo-cervicale è reale, misurabile, testabile kinesiologicamente.

Prima di parlare di “postura scorretta”, bisognerebbe chiedersi: quanto stai affaticando i tuoi occhi? C’è una dominanza visiva alterata, oppure un’asimmetria nella gestione dello sguardo?

Il telefono è solo il pretesto, ma la vera domanda è: cosa succede nel sistema nervoso quando quegli occhi lavorano in squilibrio per ore?

E poi c’è una dimensione che la biomedicina fatica ancora a nominare: la frattura spazio-temporale.

Viviamo in un tempo che non è il nostro: accelerato, frammentato, pieno di notifiche e aspettative. Viviamo in spazi che non sentiamo abitati: uffici anonimi, città che non ci appartengono, relazioni in cui recitiamo un ruolo.

Il corpo non mente, infatti la cervicale è quella zona di confine tra il pensiero e l’azione, tra la testa e il cuore e diventa il luogo in cui si deposita questa dissonanza.

Non è una metafora, è fisiologia: il sistema nervoso autonomo attraverso il nervo vago e i suoi rami, registra continuamente se siamo al sicuro, nel posto giusto, nel tempo giusto.

Quando la risposta è no, attiva strategie di sopravvivenza: tensione muscolare cronica, ipervigilanza, riduzione della mobilità. La rigidità cervicale può essere il modo in cui il corpo dice “non riesco a girarmi verso questo mondo”.

La Medicina Cinese Classica, aveva già intuito tutto questo nei Punti “Finestre del Cielo”: quella zona del collo non è solo anatomia, bensì è il passaggio tra ciò che siamo e ciò che mostriamo, tra la nostra natura profonda e la maschera sociale che indossiamo ogni giorno.

Quando non ci si sente nel posto giusto nella vita giusta, nel lavoro giusto, nella relazione giusta, il corpo cerca di adattarsi, ma l’adattamento ha un costo e spesso quel costo si chiama cervicalgia.

I Punti “Finestre del Cielo”: Tianchuang, Tianrong, Tianyou, Fengfu e gli altri, non sono semplicemente “punti per la cervicale”, sono punti che regolano il passaggio di informazioni tra il corpo e la testa, tra il basso e l’alto, tra ciò che viviamo e ciò che percepiamo.

Usarli senza una diagnosi differenziale è come aprire una valvola senza sapere cosa c’è nel tubo.

La Medicina Cinese Classica non ha un protocollo per “la cervicale”: ha un metodo per capire quella persona, in quel momento, con quella storia.

Le Otto Regole diagnostiche Interno/Esterno, Caldo/Freddo, Vuoto/Pieno, Yin/Yang , sono la bussola e senza di esse, si lavora nel buio, qualunque tecnica si usi.

Il punto giusto sulla persona sbagliata non guarisce nessuno.

Juan Pablo Moltó

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La Sorgente dell’Anima Verde:

C 2 — Qing Ling (青靈).

Nel meridiano del Cuore, dove il braccio custodisce ricordi a cui non sempre sappiamo dare un nome, appare il punto numero 2 di Cuore, chiamato Qing Ling, la Sorgente dell’Anima Verde. È il punto in cui il Cuore incontra la primavera, dove le emozioni represse cercano di sbocciare come un bocciolo rimasto troppo a lungo in silenzio. Quando il sangue ristagna e il Qi (energia vitale) smette di fluire, non solo compare il dolore fisico, ma anche quel nodo interiore che stringe il petto e limita il flusso della vita. Qing Ling agisce come un’apertura delicata ma profonda, liberando ciò che è rimasto intrappolato: la tristezza inespressa, la tensione non rilasciata, l’impulso vitale represso.

Da una prospettiva cabalistica, questo punto rappresenta un ponte tra Tiferet (il cuore) e l’energia espansiva che ricorda Netzach, la forza vitale che avanza e fiorisce. Il colore verde non è solo un simbolo; è la vibrazione del rinnovamento, dell’anima che si muove di nuovo dopo essere stata bloccata. Qui, la Shefa trova un canale per fluire ancora una volta, dissolvendo le rigidità emotive che ci impediscono di amare e sentire liberamente. Lavorare con il Qing Ling permette al cuore di respirare di nuovo, all’anima di riacquistare il suo colore e alla vita, come la primavera, di irrompere dall’interno. #kabbalah #agopuntura #cabalistica

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La Colonna del Corpo:

GV 12 — Shen Zhu

Nel Meridiano Du Mai(GV), nell’asse profondo dove il corpo si erge e l’anima si sforza di rimanere dritta, si trova Shen Zhu, la colonna invisibile che sostiene non solo la struttura fisica, ma anche la dignità dello spirito. Questo punto non è semplicemente una posizione anatomica, al di sotto del processo spinoso della terza vertebra toracica(T3), è un promemoria del fatto che, la nostra esistenza implica il mantenimento di una tensione tra cielo e terra, tra ciò che siamo e ciò che non siamo stati in grado di integrare. Quando il Calore sale al torace e disturba Polmone e Cuore, non è solo il Qi(energia vitale) ad essere agitato: è lo Shen(Spirito) che perde il suo centro, è la coscienza che inizia a bruciare senza direzione. Allora l’agitazione, l’irrequietezza e infine l’aggressività appaiono come un grido disperato, di una struttura che non è più in grado di sostenersi.

Da una prospettiva cabalistica, Shen Zhu risuona profondamente con Gevurah, la sfera del giudizio, dei limiti, del fuoco che separa e definisce.

Ma quando Gevurah trabocca, quando il confine cessa di essere contenimento e diventa rigidità, rabbia, furia e aggressività appaiono come espressioni di energia non integrata. Allo stesso tempo, questo punto interagisce con Netzach, l’emozione in movimento, l’impulso all’espressione, il desiderio di affermarsi nella vita. Quando Netzach si squilibra, l’impulso emotivo perde armonia e diventa reazione, scarica, violenza. Pertanto, l’aggressività non è un errore: è il risultato di una Gevurah senza misericordia e di un Netzach senza consapevolezza. Lavorare con Shen Zhu è, in realtà, un atto profondamente spirituale: significa aiutare l’essere umano a ritrovare la propria forza senza spezzarsi, a contenere il fuoco senza spegnerlo, a trasformare l’aggressività in direzione, in un confine consapevole, in una forza che protegge invece di distruggere. Significa restituire alla colonna vertebrale, sia fisica che energetica, la sua funzione originaria: essere l’asse dove il cielo discende senza bruciare e dove la terra ascende senza traboccare. Perché solo quando la struttura interna viene ripristinata lo Shen cessa di lottare… e finalmente inizia ad abitare il proprio corpo. #agopuntura #kabbalah #agopunturakabbalistica

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