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IL QI E LO SHIATSU :
Quando durante un trattamento Shiatsu parlo di Qi, la traduzione più immediata è “energia”.
Ma a me questa parola è sempre sembrata troppo piccola.
Perché il Qi, nella Medicina Cinese, non è una sostanza misteriosa che corre dentro il corpo.
È un modo antico di descrivere ciò che rende il corpo vivo, dinamico e capace di trasformarsi.
Pensate a quante cose stanno accadendo dentro di noi proprio adesso.
Respiriamo.
Il cuore pulsa.
Il sangue circola.
Trasformiamo ciò che mangiamo.
Produciamo calore.
Eliminiamo ciò che non serve.
Reagiamo all’ambiente.
Ci adattiamo continuamente.
Gli antichi cinesi osservarono proprio questo.
Osservarono l’essere umano nello stesso modo in cui osservavano la natura: il vento che si muove, l’acqua che scende, il calore che sale, le stagioni che si susseguono.
Nulla di ciò che è vivo rimane immobile.
Da questa osservazione, sviluppata nei secoli nasce anche il concetto medico di Qi 氣.
Il Qi non deve semplicemente esserci. Deve potersi muovere nella direzione giusta.
Nella fisiologia della Medicina Cinese il Qi sale, scende, entra ed esce.
Il Polmone lo diffonde e ne favorisce la discesa.
La Milza sostiene il movimento verso l’alto.
Lo Stomaco deve poter far scendere.
Il Fegato contribuisce a mantenere libero e armonioso il suo movimento.
Quando questa dinamica cambia, cambia anche il modo in cui il sistema funziona.
Il Qi può essere insufficiente.
Può ristagnare.
Può non raggiungere adeguatamente una zona.
Può perfino muoversi “controcorrente”: pensiamo, nel linguaggio della MTC, alla nausea o al vomito come esempi di Qi dello Stomaco che risale invece di scendere.
Ed è qui che il concetto smette di sembrare così astratto.Perché nello Shiatsu io quel movimento lo cerco attraverso le mani.
Non inseguo qualcosa di invisibile.
Ascolto il corpo attraverso i meridiani, la qualità dei tessuti, il respiro, le zone di maggiore tensione e quelle che sembrano chiedere sostegno.
Cerco ciò che la Medicina Cinese definisce pieno e vuoto, Kyo e Jitsu, e lavoro affinché il sistema possa ritrovare una condizione più armonica.
Per questo un trattamento Shiatsu non è mai soltanto “premere dove fa male”.
A volte il punto che manifesta il disagio è soltanto il luogo in cui una storia molto più ampia sta diventando visibile.
il Qi:
non è una magia.
Non è qualcosa che dobbiamo credere per forza.
Ma un antico linguaggio per raccontare il movimento, la funzione e la trasformazione continua della vita nel corpo.
La medicina occidentale non ha identificato il Qi come una forma di energia fisica misurabile.
Ma quando pratico Shiatsu entro nel linguaggio della Medicina Cinese.
E allora non mi domando soltanto:
“Dove fa male?”
Mi domando:
“Come si sta muovendo questa persona, dentro il proprio corpo?”
Ed è da lì che comincia l’ascolto.
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“MI FA MALE QUI… PERCHÉ STAI LAVORANDO DA UN’ALTRA PARTE?” :
È una domanda che durante un trattamento Shiatsu può nascere spontanea.
Arrivi con la cervicale bloccata e io comincio a lavorare sulla schiena.
Hai una spalla molto contratta e mi ritrovi sulle gambe.
Oppure mi dici che hai mal di schiena e le mie mani arrivano fino ai piedi.
No, non mi sono dimenticata dove ti fa male. ![]()
È che nello Shiatsu non guardiamo il corpo come se fosse fatto di tanti pezzi separati.
PARTIAMO DAL DOLORE, MA NON CI FERMIAMO LÌ
La Medicina Cinese ci insegna che il dolore può comparire quando qualcosa non riesce più a scorrere liberamente.
Può esserci tensione, ristagno, accumulo.
Quella zona diventa dura, dolorante, presente.
È quella che si fa sentire di più.
Ma ciò che fa più rumore non è necessariamente ciò che ha più bisogno di essere ascoltato.
Ed è qui che entrano in gioco Pieno e Vuoto.
Immaginate una persona che da settimane continua a dire:
“Ce la faccio, ce la faccio, ce la faccio.”
Tiene tutto.
Le spalle diventano dure.
Il collo si irrigidisce.
La mandibola si stringe.
Quello è ciò che vediamo e sentiamo.
Il Pieno.
Ma sotto quella tensione potrebbe esserci anche una parte stanca, scarica, che non riesce più a sostenere tutto quel lavoro.
Il Vuoto.
E possono esserci entrambi.
NELLO SHIATSU LI CHIAMIAMO ANCHE KYO E JITSU
Semplificando molto:
Jitsu è ciò che si presenta forte, contratto, reattivo.Kyo è ciò che appare più carente, meno presente e bisognoso di sostegno.
Se lavorassi soltanto sulla parte dura perché è quella che fa male, rischierei di ascoltare solo chi sta urlando.Io voglio capire anche chi, nel corpo, sta parlando sottovoce.
ED È QUI CHE ENTRANO IN GIOCO I MERIDIANI
I meridiani non sono pezzetti separati.
Nella Medicina Cinese formano una rete che attraversa e mette in relazione diverse zone del corpo.Per questo posso partire da una tensione cervicale e seguire un meridiano lungo la schiena o la gamba.
Posso lavorare sul piede per qualcosa che stai percependo molto più in alto.
Non sto lavorando lontano dal problema.
Sto seguendo una relazione.
Sul futon arriva una persona intera.
Con il suo corpo, il suo respiro, la sua stanchezza, le sue tensioni e il momento che sta attraversando
Ed è per questo che nello Shiatsu non inseguo semplicemente il punto che fa male.
Cerco di ascoltare il discorso che il corpo sta facendo nel suo insieme.Perché a volte il punto che urla non è quello che ha iniziato la storia.
Nasia Shiatsu
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